Bomarzo

 

Bomarzo Stemma
Bomarzo Stemma

L’affascinante paesaggio e l’antico borgo arroccato,posta su di un monte roccioso fatto di peperino, Bomarzo si sviluppa verso la valle del Tevere.

La zona è costituita da rocce magmatiche, come il peperino, e da pianori di argilla, che insieme costituiscono dei blocchi che sin da epoca antica sono stati utilizzati dall’uomo in vari modi.

Uno degli esempi più recenti di utilizzo di questi blocchi è il famoso Sacro Bosco anche denominato Parco dei Mostri, che il Principe Francesco Orsini volle far edificare.

Nelle vicinanze si può riscoprire natura incontaminata e lussureggianti colline appartenenti alla Riserva Naturale di Monte Casoli: un area naturalistica di grande rilievo paesaggistico e ambientale.

Di grande rilievo storico e architettonico è in fine il Palazzo Orsini, gioiello di arte rinascimentale, con all’ interno affreschi di grande scuola.

Uno dei eventi più interessanti di Bomarzo è il Palio di Sant’ Anselmo e la Sagra del Biscotto, in cui le 5 contrade del paese si sfidano in una corsa a cavallo, per la contesa del Palio.

Scopri anche le bellissime chiese di Bomarzo.

Nonostante i molti ritrovamenti archeologici susseguitisi sul territorio bomarzese dagli inizi dell’Ottocento ad oggi, le origini dei suoi primi abitanti rimangono avvolte nel mistero. Alcuni indicano il popolo asiatico dei Meoni, altri i misteriosi Rinaldoniani. Certo resta il fatto che il territorio fu intensamente popolato sia dagli Etruschi che dai Romani, che lo conquistarono intorno al V secolo a. C. e ne ascrissero la popolazione alla Tribù Arniense.

A testimonianza di quei tempi restano ancor oggi molte prove tangibili nell’area bomarzese: la Piramide Etrusca, le tagliata e le necropoli, i ruderi di un acquedotto romano, le fornaci dei Volumni.

Parte dell’Impero Romano fino alla sue caduta, Bomarzo venne in seguito retta dai suoi vescovi fino alla soppressione della diocesi avvenuta nell’XI secolo. Durante questo arco di tempo venne ripetutamente invasa: prima dalle armate del Re Totila durante la Guerra Gotica (535-553), in seguito dai Longobardi di Alboino tra il 569 ed il 590. L’ultima invasione si ebbe nel 739 per mano del Re Liutprando, che la sottrasse al Ducato Romano insieme con Ameria (Amelia), Orte e Blera. In seguito Bomarzo fu sempre parte integrante dello Stato Pontificio, ed in particolare della Delegazione di Viterbo, di cui fece parte sino al 1866.

Durante i secoli, tuttavia, la città passò diverse volte di mano: venduta da un certo Uffreduccio Risio alla città di Viterbo nel 1298, venne poi infeudata agli Orsini, che la tennero fino al 1646. In seguito a questa data, il Duca di Bomarzo Marzio Orsini (1618-1674) vendette il feudo ad Ippolito Lante Montefeltro della Rovere (1618-1688), la di cui famiglia lo possedette fino al 1837, quando il Duca Giulio (1789-1873) lo vendette ai Borghese.

In seguito alla Terza Guerra d’Indipendenza, nel 1866 Bomarzo venne annessa al Regno d’Italia.

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