Grotte Santo Stefano

Nel 1172 e gli eserciti di Viterbo e Celleno attaccarono e distrussero Ferento. Quella di Viterbo era una tentazione che rispondeva alla voglia di allargare il suo territorio in direzione della Valle del Tevere per beneficiare dell’importanza di essa come via di comunicazione verso Roma.

Fu allora, in conseguenza di questo tragico evento (Grotte Santo Stefano non esisterebbe senza la distruzione di Ferento) che gli abitanti di Ferento fuggirono. Fuggirono principalmente verso Magugnano, piccolo nucleo abitato e già allora esistente. Due furono, principalmente, i motivi che indussero i ferentani in fuga a scegliere quella località: Erano zone che conoscevano e, per di più, facevano parte di una zona che aveva forti legami con la distrutta Ferento. Un modo forse per continuare a sentirsi “a casa” e più protetti. Ma dove andare a vivere? Nelle grotte che si trovavano in quella che, ora, è la parte più bassa di Grotte Santo Stefano, proprio sotto il Centarello, lungo la via Santo Stefano.

Passeggiando per questa parte del paese è possibile vedere ancora molte di queste grotte, anche se moltissime sono state, nel tempo, trasformate in cantine, depositi ma, soprattutto, ricoveri per animali. E già da questa prima osservazione si comincia a capire il motivo dello strano e disordinato disegno urbano: moltissime delle case sono state edificate sopra le grotte e di queste, necessariamente, seguono la disposizione. Le stesse grotte si sono adeguate al territorio e alla sua conformazione. Motivo per cui, ora, case e strade, appaiono come un disordinato Sali e scendi.

Grotte Santo Stefano Piazza della unità
Grotte Santo Stefano Piazza della unità

Fino al 2 gennaio 1927 era un comune della provincia di Roma. Con la riforma delle province attuata da Benito Mussolini, a partire dall’anno successivo fu aggregato a Viterbo assieme ai territori di BagnaiaSan Martino al Cimino e in seguito (dal 1946, D.L.del Capo Provvisorio dello Stato 20 settembre 1946 n. 287) Roccalvecce.

All’epoca, in disputa con Viterbo per l’elevazione al rango di Provincia era Civitavecchia che perse l’opportunità, proprio perché Viterbo riuscì con le aggregazioni di altri comuni ad incrementare il proprio territorio e il numero degli abitanti.

Gli abitanti nel 1974 e 1985 tentarono di ricostituire il Comune autonomo, ma i tentativi non ebbero gli esiti sperati e, pur restando a 16 km di distanza da Viterbo e con una popolazione di circa 3.800 abitanti con origini e tradizioni diverse, Grotte Santo Stefano resta praticamente un “quartiere decentrato” di Viterbo.

Pubblicato da wikituscia

Wiki Tuscia è un'enciclopedia online a contenuto libero dedicata alla Tuscia. Lanciata da Meconi Carletto il 29 Novembre 2019.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.