Nepi

 

Stemma di Nepi
Stemma di Nepi

Origini del nome

Nepi: l’antica Nepet o Nepete, deriverebbe il suo nome dalla parola etrusca Nepa, ovvero acqua. Quindi Nepi, città delle acque, tanto da portarne i segni di questo ancestrale legame nel nome stesso. La leggenda della sua fondazione ci parla di un particolare serpente acquatico, adorato da questi antichi popoli come divinità, il quale uscì allo scoperto mentre il mitico fondatore Termo Larte era intento a tracciare il solco del pomerio del nuovo insediamento. Questo venne interpretato come simbolo di buon auspicio e la città venne consacrata alla divinità che aveva voluto manifestarsi proprio durante il sacro atto della fondazione. Un’altra interpretazione del nome vorrebbe collegarlo con una divinità mediorientale che aveva fattezze di scorpione, mettendo in relazione questo animale con la forma che i torrenti formano intorno allo sperone su cui sorge la città. Ancora un animale legato all’acqua. Serpenti, scorpioni; in ogni caso il rapporto fortissimo che da sempre Nepi ha avuto con l’acqua è evidente. La quantità di torrenti e fonti, d’acque ferruginose, solforose e minerali, di solfatare, ancora oggi palesa la caratteristica di questo territorio.

Storia

Fondazione

Nepi fu fondata secondo la leggenda, dal mitico Termo Larte 458 anni prima di Roma. Numerosi sono stati però i ritrovamenti archeologici nel vasto territorio, testimonianti una frequentazione di queste zone durante epoche ben più antiche. Città falisca, era però fortemente influenzata dalla cultura etrusca e latina.

Le chiese di Nepi

La visita al paese ci consente di ammirare la Chiesa di San Tolomeo (o del Rosario). È originaria del 950 e fu dichiarata Monumento Nazionale. I lavori di costruzione iniziarono nel 1543 su progetto di Antonio da Sangallo il Giovane ma poi furono sospesi nel 1550. L’interno è costituito da un’unica con tre cappelle per lato in cui si trovano altari lignei del ‘600. Giungendo nel presbiterio delimitata da otto possenti colonne, ci troviamo sotto la splendida cupola. Dei tre altari presenti, quello maggiore, del 1654, conserva le reliquie dei Santi Martiri.

Da vedere è anche la Chiesa di San Pietro Apostolo, di origini trecentesche. Fu restaurata nel 1465 ed è un mirabile esempio di architettura del tardo barocco. Sia la chiesa sia gli ambienti annessi, furono edificati nel 1564 per opera della Venerabile Confraternita di San Giovanni Decollato, la quale tuttora ne è proprietaria e custode. Molte altre chiese sorgono nel centro storico del paese come la Chiesa di Santa Croce, Chiesa di San Silvestro Abate (Carmine), Chiesa e Convento di San Bernardo, Chiesa di San Rocco e la Chiesa dei Santi Vito e Modesto.

Nepi Palazzo comunale
Nepi Palazzo comunale

La Rocca dei Borgia e i Bastioni Farnesiani

Le meraviglie architettoniche di Nepi si ampliano con la diruta Rocca dei Borgia circondata da possenti mura, attraversata dall’antica via Amerina. Il castello ospitò personaggi di rilevo dell’epoca come Lucrezia Borgia e suo Fratello “Il Valentino”, e i papi Alessandro VI e Paolo III.

Tra le strutture difensive vi erano anche i cosiddetti Bastioni Farnesiani, realizzati su un progetto di Antonio da Sangallo il Giovane nel 1540. Quest’ultimo iniziò anche l’attuale palazzo comunale nel 1542 terminato però solo 200 anni dopo dall’architetto Michele Locatelli.

Le Torri Medievali

A rendere più elegante il borgo di Nepi sono le numerose Torri medievali, alcune demolite durante il Rinascimento. Ora ciò che si mostra ai nostri occhi sono le cosiddette “case Torri” tutte a pianta quadrata, e costruite con possenti blocchi di tufo. Tra quelle più rilevanti ricordiamo “Tor di Valle”, all’inizio di via Garibaldi e la “Torre di Corte” ultima testimonianza del palazzo di Corte, situata a metà di via del Corso. Infine segnaliamo altre due torri, inglobate in due chiese: una su un fianco della chiesa di San Pietro, l’altra a lato della Chiesa di San Silvestro.

I Palazzi Storici di Nepi

Palazzo Celsi

Il nostro tour di visita tra le vie di Nepi ci farà scoprire anche gli splendidi palazzi rinascimentali, a iniziare dal Palazzo Celsi, su via Garibaldi. Prese il nome dal nobile che lo fece costruire, tal Ascanio Celsi durante il periodo farnesiano. È uno dei più pregevoli esempi di architettura sangallesca, dove si fanno notare la sua lineare facciata e il portale d’ingresso decorato da un elegante bugnato.
L’interno è impreziosito da affreschi presenti nelle varie sale realizzati da artisti della seconda metà del XVI secolo. Di grande fascino è il salone principale, dove raffigurazioni degli dei dell’Olimpo e l’enorme camino, ci faranno immergere nella vita di quell’epoca.

Gli altri palazzi del centro storico e l’Acquedotto

Sulla stessa via sorge anche l’elegante Palazzo Sansoni di cinquecentesca fattura. Elemento di spicco è il loggiato con arcate in mattoni di cotto. Un cortile, dove è presente una pregevole fontana, e una torre medievale a sovrastare la parte terminale del palazzo, completano la struttura.
Adiacente a palazzo sansoni si erge il Palazzo Pisani realizzato alla metà del XVI secolo. Nel centro di Nepi sono presenti atri edifici storici come il medievale Palazzo Savi (via Termo Larte). Ha subito lavori di ristrutturazione per adeguarlo al gusto estetico affermatosi nel XVI secolo. Infine citiamo anche il Palazzo Floridi d’epoca medievale e il Palazzo Melata raro esempio di barocchetto romano nell’architettura civile a Nepi.

Il nostro viaggio alla scoperta del borgo di Nepi si conclude parlando dell’Acquedotto, opera idraulica terminata nel 1727; costituisce uno dei luoghi più pittoreschi dell’intera città.

Pubblicato da wikituscia

Wiki Tuscia è un'enciclopedia online a contenuto libero dedicata alla Tuscia. Lanciata da Meconi Carletto il 29 Novembre 2019.

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